Area I.C. Limbadi

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concluso il progetto della scuola media di Limbadi

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Il mio amico Robot

LIMBADI 23 MAGGIO 2022

A trent’anni dall’attentato di stampo terroristico mafioso compiuto da Cosa Nostra il 23 maggio 1992 che vide la morte del giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli uomini della scorta, Limbadi ha voluto  inaugurare nella stessa data un luogo del ricordo.    

Nel maggio 2020 abbiamo visto realizzata la prima parte dei lavori di rifacimento dei gradini dell’anfiteatro comunale e alla tinteggiatura della scalinata con i colori della bandiera italiana.

Oggi, dopo due anni di fermo per l’emergenza epidemiologica, è stato realizzato, grazie alla prof.ssa Calò, l’inizio della seconda parte del progetto che a, lavoro ultimato, vedrà scritti i nomi di  tredici  vittime di mafia.

Qui, sulle scalinate che si trovano proprio di fronte alla scuola, sono stati scoperti i nomi delle prime tre vittime di mafia: Nicholas Green, Rita Atria, Gianluca Canonico. Un modo per tenere sempre “sott’occhio” quei due bambini e quella ragazza le cui vite sono finite troppo presto, dei quali i nostri ragazzi hanno conosciuto la vita, hanno letto, studiato e approfondito il perché della loro morte.

Sulle note dell’Inno di Mameli il Sindaco di Limbadi e la Dirigente hanno sollevato la bandiera della nostra Patria che ricorda il sacrificio dei tre giovani.

Nella seconda parte della mattinata i ragazzi insieme ai docenti si sono recati presso il Comune di Limbadi dove si è svolto l’incontro conclusivo del progetto “Leggere contro le mafie” promosso dalle Associazioni Libera e San Benedetto Abate, che ha coinvolto le alunne e gli alunni delle classi IIA e IIB e IIIA nella lettura del libro “Al posto sbagliato”. Storie di bambini vittime di mafia” di Bruno Palermo.

Per mesi le loro storie hanno accompagnato le lezioni degli alunni: sono state 108 le storie di bambini i e ragazzi barbaramente uccisi e a cui è stato negato il futuro “come pugni nello stomaco”.  Non potendo tramandare la memoria di tutte le 108 storie di dolore, gli allievi ne hanno scelto tre per loro le più significative.

La scelta è ricaduta su Nicholas Green, la cui famiglia, pur nella sofferenza più profonda, ha deciso di compiere un atto di immenso amore, donando gli organi del proprio figlio; su Rita Atria, la più giovane collaboratrice di giustizia, la cui disperazione per la morte di Borsellino l’ha portata a compiere, vittima collaterale della barbarie mafiosa, un gesto estremo; e infine Gianluca Canonico, il cui padre, Pietro, ci ha testimoniato in prima persona il suo dolore implacabile.

Queste tre storie, simbolo di tutte le altre, hanno preso per ciascun protagonista una piega diversa e a ognuno di loro i ragazzi hanno donato la possibilità di vivere il futuro che è stato loro negato.

Il video è stato presentato nella sala convegni del municipio. Presente anche l’autore, Bruno Palermo – giornalista e componente del Comitato scientifico dell’Università della Ricerca, della Memoria e dell’Impegno “Rossella Casini” di Limbadi -, che ha lanciato una proposta alla Scuola: adottare una delle vittime innocenti di mafia presenti nel libro e includerla nell’appello, così che ogni mattina quando verrà chiamato il suo nome la classe risponda in coro “presente”.

Presenti il referente provinciale di Libera Giuseppe Borrello, il Sindaco Pantaleone Mercuri, l’Assessore alla cultura Alessandra Limardo, la Dirigente scolastica Marisa Piro, il Vicario generale della Diocesi don Annunziato Maccarone.

 

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Scuola Primaria di Caroni

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